Associazione delle Scuole Autonome del Lazio
Secondo settore
Rapporti istituzionali -EE.LL
Documento per la definizione dei rapporti tra scuole autonome e gli enti
locali.
Nelle riunioni del secondo settore, tenutesi il 17.1.03 ed il 12.02.03 è
stata elaborata una bozza programmatica come contributo alla riflessione sui
problemi emersi negli Istituti scolastici e per poter tracciare delle linee
operative del settore. Nella riunione del 13 marzo la bozza è stata
discussa integrata ed emendata.
I rapporti tra Istituti Autonomi e Comuni e/o Municipi sono di fondamentale
importanza per una gestione efficace ed efficiente del sistema scolastico.
Il rapporto dell'Associazione delle Scuole Autonome del Lazio. con gli organismi
di rappresentanza degli EE.LL a livello regionale, impostati su un piano di
pari dignità, è finalizzato allo studio di convenzioni, patti
o protocolli tali da definire, facilitare e regolamentare le numerose materie
di cogestione e di collaborazione. Possiamo incanalare nei seguenti settori
le numerose attività in cui Scuola, Comuni e Province sono cointeressati:
strutture edilizie, servizi forniture, diritto allo studio, bilanci e questioni
tributarie, funzioni miste, rapporti con le ASL.
STRUTTURE EDILIZIE
Si è evidenziata l'insufficienza di edifici scolastici, soprattutto
per le scuole superiori, a cui talora fa riscontro nei comuni la disponibilità
di spazi nelle scuole medie Lo studio delle situazioni a livello provinciale
e la collaborazione tra Comuni e Province potrebbe evitare la conflittualità
quasi endemica causata negli Istituti da doppi turni ed insufficienze strutturali.
Le sezioni provinciali dell'ASAL studieranno le varie realtà per avanzare
proposte operative.
Il problema della sicurezza delle scuole e nelle scuole ai sensi della legge
626/94 solleva molte preoccupazioni nei dirigenti scolastici per lo stato
degli edifici utilizzati, per le scarse risorse disponibili, per la mancanza
di intese operative cogli enti locali. L'ASAL sollecita gli istituti compresi
nei vari distretti a dar vita a proprie reti che possano elaborare una comune
politica di interventi, avere un comune responsabile della sicurezza, fare
una comune formazione per la prevenzione ed il primo intervento, adottare
dei protocolli d'intesa con gli enti locali di riferimento. (1). Il Secondo
Comitato di Settore, da parte sua, potrà studiare una comune linea
sulla quale confrontarsi con l'ANCI e con l'UPPI della Regione Lazio. Gli
enti locali potrebbero elaborare un'anagrafe degli edifici di pertinenza sotto
il profilo della sicurezza; è il primo passo per incominciare ad intervenire
fattivamente nella messa a norma di stabili ed impianti. La consultazione
costante dei dirigenti scolastici, il dialogo tra enti per il raggiungimento
di un comune obiettivo sono alla base di un lavoro teso ad assicurare veramente
la sicurezza delle scuole.
Alla manutenzione straordinaria, che si rende necessaria per l'adeguamento
degli edifici alle norme di sicurezza, si uniscono preoccupazioni derivanti
da tempi e modalità con cui viene effettuata quella ordinaria. Anche
in questo settore i rapporti tra enti locali ed istituti autonomi è
estremamente diversificato; si va dalla delega ai sensi del comma 4 dell'articolo
3 della legge 11.1.1996 n.23 alla quasi assoluta carenza di interventi; e
comunque l'ottica degli interventi è più correlata al risparmio
che ai bisogni rilevabili e rilevati. Talora mentre nelle scuole si sente
tutto il peso delle disfunzioni e l'esigenza di interventi immediati, l'ente
locale, per cause sia soggettive che oggettive, esercita la sua azione con
molta discrezionalità. Il costo burocratico degli interventi manutentivi
spesso finisce col superare quello dell'entità economica dell'intervento;
un sistema organizzativo del genere è destinato a soccombere. E' necessario
che il problema manutenzioni venga affrontato in due fasi:
1. Fase dei protocolli d'intesa e delle deleghe;
2. Fase della rilettura e modifica della legge 23/96.
SERVIZI
L'erogazione di energia elettrica, di acqua, del riscaldamento, del telefono
sono servizi di importante rilevanza economica a carico degli enti locali.
Problemi vengono evidenziati soprattutto sulla modalità di gestione
degli ultimi due servizi per la complessità dei passaggi burocratici
che spesso intercorrono tra la rilevazione dei bisogni e quelli del loro soddisfacimento.
E’ opportuno che tali servizi non vengano più gestiti direttamente
dai comuni e che servizi (e relativi fondi) passino direttamente alla conduzione
degli istituti scolastici.
FORNITURE
E' il settore che evidenzia maggiori carenze nel rapporto scuola - enti locali;
Non pochi Comuni ignorano o danno un'applicazione molto parziale a quanto
previsto dagli articoli 107, 159 e 190 del Decreto Legislativo 297/94. Come
accade per le manutenzioni le modalità di fornitura sono quanto mai
varie; si va dall'assegnazione di quote annue che vengono gestite e rendicontate
dagli Istituti, a forniture fatte direttamente dai Comuni a scadenze più
o meno regolari, con periodi di carenze totali più o meno prolungati,
a interventi del tutto inesistenti. Anche in questo caso le motivazioni di
inadempienza delle disposizioni normative sono le più varie; il più
delle volte sono identificabili nella mancanza di fondi.
DIRITTO ALLO STUDIO
Il settore è regolamentato dalla Legge Regionale n.29 del 30.3.92.
Modifiche sono state apportate successivamente ampliando i poteri di delega
alle Province in materia di educazione permanente, di promozione e diffusione
di esperienze educative e l'istruzione tecnica e professionale. Alle Province
sono state pure assegnate delle funzioni filtro nei confronti dei Comuni per
alcuni oggetti tra cui sono da ricordare: l'acquisto di scuolabus, acquisto
per attrezzature per cucine e refettori scolastici. La Regione Lazio operativamente
si serve di piani annuali o pluriennali che vengono redatti anche consultando
la scuola (struttura amministrativa), l'ANCI, i sindacati. La presenza dell'A.S.A.L.
nelle consultazioni sarebbe quanto mai opportuna. La Regione Lazio ha in programma
la riforma del Diritto allo Studio attivando un gruppo tecnico composto da
rappresentanti delle amministrazioni interessate con il proposito esplicito
di contribuire alla definizione della nuova legge sul diritto allo studio,
definire i nuovi parametri di riparto dei fondi alle Province, monitoraggio
delle problematiche e proposte di soluzioni adeguate. Si ritiene opportuna
anche in tale gruppo la presenza dell''A.S.A.L. Le funzioni amministrative
vengono quindi esercitate dalle Province e dai Comuni e per Roma dai Municipi.
I Comuni effettuano i seguenti interventi a favore degli alunni di scuola
materna statale e non statale, della scuola dell'obbligo e delle scuole secondarie
superiori statali ed autorizzate a rilasciare titoli di studio riconosciuti
dallo Stato:
¨ Fornitura di libri di testo e di materiale didattico;
¨ Interventi per favorire la piena integrazione delle fasce di utenza
disagiate;
¨ Concessione di assegni di studio per gli alunni delle scuole secondarie
superiori;
¨ Istituzione di residenze e convitti;
¨ Servizio mensa scolastica;
¨ Servizio trasporto;
¨ Ogni altra iniziativa per favorire il diritto allo studio.
Per l'approfondimento giuridico amministrativo degli argomenti si possono
consultare i siti: www.sirio.regione.lazio.it e per la provincia di Roma www.provincia.roma.it
Sotto il profilo organizzativo i servizi più problematici risultano
quelli riguardanti le mense ed i trasporti. A tal proposito si ricorda che
il comma 3 dell'articolo 35 della Finanziaria 2003 (Legge 289/2002) riconduce
le funzioni di accoglienza e di sorveglianza degli alunni e la vigilanza e
assistenza degli alunni durante la consumazione dei pasti nelle mense scolastiche
all'ordinario profilo professionale del collaboratore scolastico.
Una corretta ed efficace gestione di questi servizi implica una capacità
negoziale delle reti scolastiche locali a livello comunale - municipale in
modo che possano interloquire efficacemente sulle modalità di organizzazione
dei servizi. L'ASAL potrebbe dare il proprio apporto esprimendo il parere
rispetto ai piani Regionali; le ripartizioni Provinciali potrebbero rapportarsi
con le Province per i relativi piani. Il lavoro più importante, essendo
comunque molto discrezionale l'operato delle amministrazioni comunali, dovrà
essere però espletato a livello di scuole autonome a cui potranno essere
riservati spazi d'intervento in convenzioni quadro con l'ANCI.
BILANCI E QUESTIONI TRIBUTARIE
Gli enti locali chiedono giustamente che nell'elaborazione del POF si tengano
presenti anche le indicazioni dei Comuni che forniscono le strutture fisiche
per le iniziative da attuare; è anche importante però che nella
formazione bilanci comunali, per i capitoli e settori relativi alle attività
scolastiche, vengano consultati gli Istituti autonomi e che siano quindi comunicate
le scelte effettuate e concordate le modalità di gestione dei fondi
stanziati. Il rapporto Scuola-Comune, purtroppo prevalente in questo ambito,
è quello della concessione - contestazione; assegnazione autonoma dei
comuni di fondi alla scuola e contestazione degli istituti per i mancati o
scarsi interventi. Una delle questioni tributarie aperte è quella del
pagamento della TA.R.S.U. (tassa rifiuti solidi urbani); il pagamento relativo
all'anno 2002, senza l'acquisizione dei fondi dello Stato, diventa estremamente
oneroso per i bilanci degli istituti né è possibile chiedere
anticipazioni di cassa alle scuole per ovviare ad un problema che potrebbe
avere diverse soluzioni purché si imbocchi un percorso coerente.
ACCORDO SULLE FUNZIONI MISTE
I servizi che erano stati individuati nell'accorso sulle funzioni miste siglato
tra il Ministero della Pubblica Istruzione, l'UPI, l'ANCI, l'UNCEEM e le organizzazioni
sindacali per l'anno scolastico 2000/01 erano i seguenti:
1. Mense scolastiche;
2. Assistenza agli alunni portatori di handicap;
3. Attività di pre e post scuola;
4. Accoglienza e sorveglianza degli alunni,
5. Uso delle strutture scolastiche in periodi di interruzione delle attività
didattiche.
Il quadro normativo è sensibilmente cambiato in questi ultimi periodi,
soprattutto per quanto riguarda l'assistenza alle mense e agli alunni portatori
di handicap, e si rende necessaria la rilettura e ridefinizione dell'accordo
a cui non deve essere estranea l'A.S.A.L.
RAPPORTI CON LE AZIENDE SANITARIE LOCALI
I rapporti tra Istituti e i servizi sanitari che s'occupano della scuola sono
alquanto diversificati e risulta molto difficile definirne complessivamente
i rapporti in sede locale. La medicina scolastica è spesso ridotta
ai minimi termini e con personale ad incarico trimestrale; spesso non esistono
le équipe di supporto ( medico scolastico, psicologo, assistente sociale)
. E’ opportuno lavorare nella scuola per la prevenzione delle patologie con
l'attivazione di screening mirati. Talora si riscontrano delle difficoltà
per la produzione di certificazione per alunni portatori di handicap. In una
situazione così fluttuante si rende necessaria la definizione di standard
minimi che debbano essere assicurati nel servizio; l'interlocutore è
la Regione Lazio l'unico ente in grado di poter contrarre degli impegni per
tale settore.
Il Coordinatore del secondo settore ASAL per i Comuni
Lucio Cantagalli
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(1) La costituzione di reti è finalizzata non a limitare l’autonomia
dei singoli istituti ma a potenziare la capacità contrattuale delle
scuole. Le reti, come previsto dall’articolo 7 del DPR 275/99, debbono nascere
da libere aggregazioni. La nostra filosofia su tale argomento è che
ogni istituto debba avere le proprie risorse dall’amministrazione scolastica
secondo i parametri stabilita dalla legge; si “potrà” (tale verbo è
ripetuto più volte nel citato articolo 7) poi secondo le necessità
procedere a mettere in comune progettualità e risorse secondo i bisogni.
L’organizzazione capillare di reti ASAL è tesa anche ad evitare la
nascita di organismi amministrativi che finirebbero col limitare gli ambiti
dell’autonomia di ciascun istituto.