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Le scuole del Lazio n. 3 del 23 febbraio 2004 NEWSLETTER DELL'ASAL - Associazione delle Scuole Autonome
del Lazio |
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LE
NOTIZIE DI OGGI:
1.Quale
organico? (1) Quattro conti su quello che potrebbe accadere.
4. Proposte
ed iniziative dalle scuole.
QUALE ORGANICO?
(1) QUATTRO CONTI SU QUELLO CHE POTREBBE ACCADERE
Molti dirigenti e collegi dei docenti
delle scuole laziali sono in uno stato di stallo. Le riflessioni e le decisioni
organizzative conseguenti l’approvazione del primo decreto attuativo
della legge n. 53/2003 si stanno infatti arenando su una questione preliminare
molto più urgente di altre: quali criteri verranno adottati per calcolare
l’organico dei tre ordini di scuole coinvolti nel decreto attuativo: la
scuola dell’infanzia, la scuola elementare e la scuola media?
Alcuni sindacati di base stanno
diffondendo volantini in cui si prospettano consistenti tagli di organico: dal
13 al 33% per il solo tempo pieno! (vedi ad esempio: www.cobas-scuola.org/varie/rischiPerTempoPieno.pdf
). Cosa c’è di vero?
C’è di vero che sono stati
abrogati gli articoli 104 e 121 del D. Lgs. n.297/1994. Per essere più precisi
il decreto attuativo abroga l’art. 104 che stabiliva i criteri per la
determinazione dell’organico della scuola materna (2 docenti per ogni
sezione a 8 ore; 1 per ogni sezione a 5 ore) mentre l’art. 121, che
stabiliva l’organico per le classi a moduli (3 insegnanti ogni 2 classi),
era già stato abrogato dal regolamento dell’autonomia, DPR n.275/1999. In
effetti da diversi anni le circolari sugli organici si richiamano al D.M n.
331/1998, che ha subito alcune modifiche (restrittive) nel tempo, e che
stabiliva, in buona sostanza, il massimo e il minimo numero di alunni per ogni
sezione o classe: 15-25 per la scuola materna; 12-25 per la scuola elementare e
15-25 per la scuola media. Inoltre stabiliva i parametri per il calcolo
dell’organico. Per la scuola materna lasciava inalterato quanto disposto
all’art. 104 del D. Lgs. 297/1994, mentre per la scuola elementare faceva
riferimento ad una serie di elementi: n. di alunni, orario settimanale, numero
di plessi, numero di classi, sostegno e insegnamento della lingua straniera
(art. 26, comma 1). Cosicché la determinazione dei parametri di riferimento per
l’assegnazione dell’organico alle scuole è rimessa all’emanazione
di un decreto che deve essere concertato con il Ministero dell’Economia.
Ora, quello che sta creando dubbi e
preoccupazioni per l’organico del prossimo anno scolastico è il fatto che
nel decreto attuativo del 23-1-2004 si fa unicamente riferimento ai monti ore
annuali e non alle classi o ai plessi. È pur vero che l’art. 15 parla di
conferma dell’organico per l’a.s. 2004-2005 in via di prima
applicazione; ma questa previsione riguarda il solo tempo pieno e prolungato e,
soprattutto, conserva l’organico complessivo nazionale e non
l’organico delle singole scuole. Questo potrebbe significare, ad esempio,
che se un certo numero di scuole chiedesse l’istituzione di nuove classi
a tempo pieno, l’Amministrazione potrebbe soddisfare tali richieste togliendo
posti alle scuole che non aumentano le proprie richieste; oppure utilizzando
esuberi relativi alle classi a tempo normale.
A questo punto sorge una domanda: come
potrebbero crearsi tali esuberi? La risposta è semplice: eliminando la compresenza.
Altra domanda: come si potrebbe eliminare la compresenza? Risposta ancora
più semplice: conteggiando l’organico non avendo più riguardo per
le classi ma unicamente per il numero di alunni e l’orario scolastico.
Nello schema prelevabile dal nostro sito
sono illustrati due esempi che producono una riduzione dell’organico
oscillante dal 4 al 20%. Tali percentuali si tradurrebbero in un esubero
di personale, a livello nazionale, che andrebbe dalle 10.000 alle 54.000
unità.
Per la scuola media si pone un
problema analogo se si ipotizza il rigoroso rispetto dalla norma che introduce
il completamento di tutte le cattedre a 18 ore introdotto dalla legge
finanziaria 2003 (Legge n. 289/2002). Infatti l’art. 35 della stessa
legge prevedeva un’applicazione attenuata “fino all’entrata
in vigore delle norme di riforma in materia di istruzione e formazione”.
QUALE ORGANICO? (2) UNA LETTERA DEL PRESIDENTE DELL’ASAL
AL MIUR, ALLA DIREZIONE REGIONALE E AI SINDACATI
Tutti i rappresentanti delle scuole
che abbiamo sentito sono concordi nel ritenere devastante per la qualità
del servizio scolastico l’eventuale determinazione dell’organico
senza avere riguardo per il numero delle classi e quindi senza tutelare
la continuità didattica e la stabilità del team dei docenti che operano
sulla stessa classe. È anche vero che non sembra opportuno alimentare allarmismi
tra i docenti e tra gli stessi utenti. A questo proposito va evidenziato
come la determinazione dei criteri per assegnare gli organici alle scuole
da diversi anni dipende da provvedimenti legislativi di tipo finanziario,
legge finanziaria e decreti interministeriali,
e quindi non è più un elemento garantito da una legislazione scolastica
permanente. Dunque si tratta di decisioni squisitamente politiche. Ora è
chiaro che se l’intenzione dei decisori politici fosse quella di operare
un imponente taglio al personale della scuola non già operando sugli sprechi
effettivi ma eliminando ogni forma di continuità didattica e di compresenza,
questa scelta poteva già essere fatta prima della riforma Moratti. Tuttavia
riteniamo che un’associazione come la nostra che opera a difesa della
qualità del servizio scolastico debba assumere la responsabilità di segnalare
i guasti che si verrebbero a produrre a seguito di scelte considerate improvvide
prima che sia troppo tardi. È con questo spirito che il presidente dell’Asal
ha scritto una lettera al Miur, alla Direzione regionale e
ai sindacati.
DECRETO ATTUATIVO
23/1/2004: UNA LETTURA GUIDATA DELL’ISPETTRICE MARIELLA SPINOSI (RESOCONTO
DELL’INCONTRO ORGANIZZATO DAL CIDI DI ROMA IL 19 FEBBRAIO ALLA SALA
KIRNER)
Giovedì 19 febbraio presso la sala
Kirner a Roma ha avuto luogo un incontro organizzato dal Cidi di Roma dal
titolo “Approvato il decreto. E ora?”. Rimandiamo al documento
elaborato dal Cidi per suggerire una lettura guidata del decreto.
Aggiungiamo un brevissimo resoconto
delle principali questioni illustrate dall’ispettrice Spinosi.
· Il
decreto attuativo sta suscitando reazioni opposte: c’è chi dice “ora
è tutto diverso” e chi, invece, è convinto che sostanzialmente “tutto
resta come prima”.
· Secondo
l’ispettrice gli elementi di rottura sono: a) Un diverso modello di
tempo scolastico (obbligatorio+opzionale); b) L’introduzione del docente
tutor. Il primo aspetto implica un dialogo ancora più stretto con i genitori.
Si tratterà di creare una forte “alleanza” tra le scuole e gli
utenti. Sul docente tutor (termine peraltro non presente nel testo del decreto)
la lettura approfondita del decreto mostra come l’idea originaria
di un docente prevalente con cui collaborano docenti di laboratorio si è
stemperata lungo l’iter del provvedimento. Ne risulta ora una funzione
dai contorni ancora non definiti. Anche su questo sarà decisiva l’interpretazione
che ne daranno le scuole, anche in relazione alle loro pratiche organizzative
che hanno da tempo adottato strumenti e soluzioni adatti a rispondere al
bisogno di coordinamento dei team e alle giuste esigenze di cura dei percorsi
didattici.
· Un
esempio particolarmente lampante dell’importanza dell’iniziativa
autonoma delle scuole è quello delle gestione dell’opzionalità nella
scuola media. Alcune scuole, dotate di una modesta identità come istituzioni
educative, potranno adottare il modello “IO TI OFFRO IL MINIMO E TU,
SE VUOI, MI CHIEDI ALTRO”; altra scuole, più solide e convincenti
nel proprio territorio, adotteranno il modello opposto “IO TI OFFRO
IL MASSIMO (+ 6 ore, con attività selezionate e mirate) E TU SCEGLI TRA
UN RISTRETTO NUMERO DI OPZIONI”
PROPOSTE ED INIZIATIVE DALLE SCUOLE
Il distretto scolastico di
Montefiascone ha da poco concluso un accordo di rete tra 10 istituti
scolastici. Il suo nome è CE.S.T.I.S.A. (Centro Servizi Territoriali tra
Istituti Scolastici Autonomi). È possibile chiedere copia della convenzione a Giuseppe Annulli, dirigente
scolastico del circolo di Grotte di Castro (VT).
Il circolo didattico di Fara Sabina
(RI) ha elaborato un modello con le diverse offerte di tempo scuola e di
attività apzionali per i genitri della scuola dell’infanzia ed
elementare. Si possono chiedere informazioni al dirigente scolastico, Vittorio
Pezzola, oppure tramite l’ASAL.
Il 178° Circolo di Roma sta studiando
alcuni modelli orari originali che riguardano in particolare la possibilità di
costituire classi miste formate da due gruppi di bambini che seguono due orari
settimanali diversi.