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Le scuole del Lazio n. 77 del 31 agosto 2010
NEWSLETTER DELL'ASAL - Associazione delle
Scuole Autonome del Lazio |
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Riforma della secondaria di 2° grado: a che punto siamo nel Lazio?
L'anno scolastico 2010-2011 sarà certamente l'anno della scuola secondaria di 2° grado. Quali reali effetti produrranno i provvedimenti di riforma approvati e attuati a tappe forzate negli ultimi mesi? Saranno solo determinati dai tagli del personale, o ci sarà qualcos'altro di visibile? E poi, dato per scontato che si sia trattato di una riforma per ridurre e per semplificare, e non per espandere o arricchire, quali reali ripercussioni avrà questa riduzione sulla qualità delle nostre scuole superiori?
LA SITUAZIONE NEL LAZIO
Il riordino del sistema dell’istruzione secondaria di secondo grado vedrà impegnate le scuole superiori, in particolare gli istituti tecnici e professionali. Nei prossimi giorni i collegi docenti dovranno deliberare la nuova organizzazione della scuola ( Dipartimenti, CTS anche se facoltativi, Uffici Tecnici) e programmare le varie attività, soprattutto quelle laboratoriali, legate alla definizione del curricolo di cui le scuole dovranno farsi carico. Si dovrà poi passare alla fase operativa.
L’USR del Lazio ha già iniziato a predisporre misure di accompagnamento che interesseranno non solo le secondarie di secondo grado ma anche quelle di primo grado. Sono state individuate alcune reti di scuole per la diffusione di una didattica orientativa e la promozione di una cultura della valutazione convincente e condivisa. L’iniziativa che ha visto coinvolte, durante il periodo di sperimentazione, 10 istituti tecnici, si estenderà a 359 scuole del Lazio che riceveranno per tale attività specifici finanziamenti .
Riguardo al nuovo assetto che avranno le scuole secondarie superiori vanno fatte alcune considerazioni che si aggiungono a quelle già proposte nel n. 74 della newsletter dello scorso 15 febbraio.
Le maggiori criticità sono però date, in questo momento, dalla distribuzione dell’offerta formativa sul territorio. Attualmente l'assetto dell'offerta formativa è il risultato del meccanismo di confluenza voluto e attuato dal Ministero con un procedimento automatico non negoziato. Tutti sappiamo però che la nostra regione aspetta da anni un nuovo piano della rete scolastica che l'Asal ha più volte sollecitato all'assessorato competente della regione. Il riordino effettuato dal Ministero non ha minimamente intaccato questa situazione, intrudendo alcuni elementi che rendono invece ancora più urgente un intervento complessivo. Ad esempio nel territorio della nostra regione non sono previsti alcuni indirizzi quali il Liceo Musicale (presente solo presso il Liceo Farnesina di Roma), ed alcune articolazioni del settore tecnologico e del settore economico. In previsione di una auspicabile iniziativa programmatoria della regione e delle altre istituzioni preposte, che tenga conto delle reali esigenze del territorio e del mondo del lavoro, sarebbe opportuno:
Non presentare richieste di attivazione di nuovi indirizzi da parte di istituti che insistono su territori limitrofi;
Attribuire agli istituti tecnici e professionali presso i quali sono attivati determinati indirizzi tutte le articolazioni che fanno capo a quell’indirizzo ;
Pensiamo inoltre che sia opportuno che le scuole mantengano gli ordinamenti, i settori gli indirizzi e le articolazioni già presenti e per le quali hanno acquisito una esperienza radicata sul territorio (emerge solo la necessità di rivedere la distribuzione dell’offerta formativa tra Licei artistici ed ex I.S.A.) e che venga promossa un’azione di orientamento capillare organizzata da un organo territoriale istituito allo scopo.
GLI ORGANICI 2010-2011
Riguardo alla situazione relativa agli organici della scuola secondaria di secondo grado, si deve sottolineare come il ritardo di tutte le operazioni stia creando qualche situazione di ansia e di incertezza nelle scuole.
Il numero di docenti soprannumerari è stato contenuto, rispetto alle previsioni , solo grazie ai pensionamenti. I docenti più colpiti sono gli ITP e quelli delle materie professionali anche se, nella maggior parte dei casi, sono rimasti nelle scuole di precedente titolarità, occupati nei progetti di arricchimento dell’offerta formativa e/o negli spazi di flessibilità lasciati alle scuole. Per fare il punto definitivo della situazione si dovrà aspettare il termine delle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria.
Situazione finanziaria delle scuole
Ci risulta che la DGPFB abbia cominciato a inviare alcune somme in conto residui alle scuole giudicate più in sofferenza. E' un segnale importante, anche se conferma l'indirizzo dell'Amministrazione di valutare i debiti nei confronti delle scuole caso per caso e non come somme comunque dovute. Resta il fatto che si tratterebbe dei primi accreditamenti non compresi nello stanziamento ordinario del 2010, che recuperano, sia pure parzialmente, un parte del crediti pregressi che le scuola hanno giustamente continuato a reclamare. In questo senso le puntuali informazioni rese pubbliche dall'Asal nella conferenza stampa del 19 maggio 2010 hanno sicuramento contribuito a sollecitare il Miur. A solo titolo di esempio ricordiamo che in occasione delle conferenza abbiamo documentato una sofferenza "certificata" delle scuole laziali pari a oltre 44 milioni di euro che è tutt'ora ben lungi dall'essere sanata.
Organici: restituite le 68 classi di tempo pieno tagliate a Roma
La situazione dei tagli per la scuola primaria e per la secondaria di 1° grado è sostamzialmente invariata. Alcune delle scuole aderenti della provincia di Roma, che avevano avuto una o due classi a tempo pieno in meno rispetto a quelle autorizzate per il 2009-2010, ci hanno comunicato che i posti sono stati restituiti in sede di organico di fatto. Ovviamente questo non riguarda le 148 classi di tempo pieno in più che molte scuole avevano richiesto per soddisfare le pressanti richieste dell'utenza. Ci permettiamo di fare un commento amaro: in questo modo l'amministrazione non ha ottenuto alcuna riduzione e, in più, alcuni docenti hanno perso la loro titolarità perché i trasferimeti sono disposti sull'organico di diritto e non su quello di fatto. Si è trattato certamente di un'iniziativa intempestiva.Recupero dei fondi giacenti nelle scuole
Abbiamo già dato notizia, con un anteprima inviata a tutte le scuole aderenti all'Asal della regione Lazio, dell'importante D.M. del 18 giugno 2010 con il quale il Miur ha stabilito non solo la restituzione al Miur dei fondi giacenti da più di tre anni presso 630 istituzioni scolastiche statali che, a vario titolo, avevano avuto fondi dall'Amministrazione e non li avevano utilizzati intergralmente, ma anche la loro "riassegnazione" alle scuole in sofferenza sulla base di un decreto che la DGPFB dovrà emanare entro 30 giorni dalla data del provvedimento definitivo di variazione del bilancio dello Stato. L'Asal ha reso disponibile l'elenco delle scuole laziali interessate nell'area riservata del nostro sito da quale si desume che le scuole statali della regione Lazio che hanno regolarmente dichiarato l'esistenza di tali fondi sono 39, di cui 27 nella provincia di Roma e 12 nelle altre quattro province, e che i i fondi giacenti, relativi agli otto esercizi finanziari che vanno dal 2000 al 2007, assommano a 4.537.000 euro. Ora ci chiediamo: cosa succederà a quelle scuole che avevano in custodia queste somme e che hanno dovuto utilizzarle per sopperire alle loro necessità inderogabili con anticipazioni di cassa? Le somme anticipate, che oggi vengono giustamente reclamate, potrebbero aver subito la stessa sorte che è toccata ai soldi che le scuole avevano incassato da diversi soggetti e che avevano deciso di utilizzare, provvisoriamente, per pagare supplenze ed altro nella convinzione che il miur avrebbe comunque onorato tali spese. Paradossalmente il Miur si potrebbe trovare nella posizione di un creditore non liquidato da una scuola a causa dell'inadempienza di un debitore terzo che altri non è che... il Miur stesso! Chissa che in questo modo non divenga più chiaro in quale pasticcio sono state cacciate le scuole nel momento in cui si è deciso che certi crediti non fossero più esigibili. Probabilmente il Miur non potrà fare altro che considerare le somme non recuperabili come fondi in conto residui che il Miur assegna alla scuola d'ufficio, scalandoli dai crediti pregressi che la stessa stessa scuola vanta nel suoi confronti. Ma così salta ogni priorità per le scuole maggiormente in sofferenza. Staremo a vedere.
Esame di terza media: l'Asal scrive al Miur
Per tutta la durata delle procedure dell'esame conclusivo del 1° ciclo d'istruzione, abbiamo raccolto un gran numero di segnalazioni e di riflessioni critiche sulle nuove modalità di valutazione e sulla stessa struttura delle prove d'esame. Il comitato di coordinamento del 6 luglio scorso ha perciò deciso di inviare due note alla Direzione generale per gli ordinamenti. Con la prima nota si riassumono le criticità riscontrate nel corso degli esami da parte di molti presidenti e commissari delle scuole aderenti all'Asal. Con la seconda chiediamo un incontro tecnico al Miur per illustrare alcune possibili modifiche che potrebbero essere introdotte per rendere più appropriate le modalità di svolgimento e di valutazione delle prove d'esame. Al di là della segnalazione ufficiale e delle proposte di modifica, proponiamo un breve contributo critico, incentrato sul concetto di rigore e di merito, che sottoponiamo alla valutazione dei presidenti, dei docenti, dei loro genitori e degli stessi studenti, per avere riscontri e proposte che potranno essere avanzate nelle sedi più opportune.
Segnaliamo, inoltre, un documento approvato all'unanimità dalla scuola media "Gianicolo" di Roma lo scorso 30 giugno che, sullo stesso tema, esprime una posizione molto critica.
Esame di stato conclusivo del 1° ciclo di istruzione: rigore o rigori?
Lo scorso luglio si è conclusa l’edizione 2010 degli esami di stato conclusivi del 1° ciclo di istruzione, che hanno visto i tredicenni italiani (più, ovviamente, i ripetenti e i privatisti) misurarsi con le varie novità introdotte dal DPR 122/2009 (regolamento di coordinamento delle norme di valutazione degli alunni), alla sua prima applicazione integrale quest’anno: giudizio di idoneità espresso in decimi, cinque prove scritte (italiano, matematica, prima e seconda lingua, più la prova nazionale INVALSI in italiano e matematica), certificazione delle competenze espressa in decimi, voto finale espresso dalla media dei voti ottenuti nelle prove scritte e orali e nel giudizio di idoneità. Proprio quest’ultima novità ha evidenziato tutta la contraddizione tra le enunciazioni di principio ribadite dal Regolamento a sostegno della finalità formativa della valutazione (art.3: “La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l'individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo”) e la sua applicazione “sommativa”, mettendo a dura prova l’equilibrio delle Commissioni di esame: se il voto finale deve risultare dalla media matematica di 7 valutazioni espresse in decimi (giudizio di idoneità, scritto italiano, scritto matematica, scritto inglese, scritto L2, prove INVALSI, orale), ciascuna contribuirà al voto finale per il 14,3%, con le seguenti prevedibili conseguenze:
una notevole riduzione dell’incidenza del percorso triennale sul risultato finale: il giudizio di idoneità “vale” solo il 14,3%, contro il quasi 43% di italiano e matematica insieme (valutate anche nella prova INVALSI), senza neanche un “bonus” correttivo a disposizione della Commissione (come accade alle superiori con il sistema dei crediti formativi), fatta eccezione per un misero 0,50 di arrotondamento finale
un aumento, anche considerevole, del numero di alunni che potrebbero non superare l’esame di Stato, o vedere modificato anche in modo significativo il proprio esito finale, a seguito di possibili defaillances in alcune prove, con la quasi matematica impossibilità per gli alunni delle fasce di esiti più bassi di mantenere la sufficienza raggiunta nel giudizio di idoneità e viceversa, per gli alunni delle fasce di esiti più alti, di ottenere i livelli più alti di valutazione (il DM 122 prevede anche la possibilità della lode, il che ha il sapore della beffa, visto che prima occorre assicurarsi l’irraggiungibile “media” del 10!), in barba alla tanto sbandierata “meritocrazia”
Come risolvere questo busillis? Molte Commissioni di esame si erano già orientate verso l’adozione di un sistema di “pesi” nell’operazione di media finale che consentissero un recupero del valore del giudizio di idoneità, ma a spegnere le loro residue speranze è provvidamente intervenuto l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, con la nota prot. 14163 del 09.06.2010 (a scrutini chiusi), nella quale si ribadiva “che il significato di media debba riferirsi alla media aritmetica e che sarebbe illegittima una delibera della Commissione o del Collegio dei Docenti che presupponesse un peso dei vari voti e/o del giudizio di ammissione nell’operazione di media finale sopra menzionata.”; analoga nota è stata diramata anche da altri Uffici Scolastici Regionali (es. Lombardia, Veneto).
Con quale legittimità siano intervenuti, evidentemente in modo coordinato, gli Uffici Scolastici Regionali, è lecito chiedersi (gli indirizzi e i criteri di valutazione degli alunni non spettavano alle scuole autonome, ai sensi dell’art. 8 del DPR 275/99?)
Così, comunque, le Commissioni sono state lasciate sole con molte domande senza risposta, quali ad esempio: che fare con il pluriripetente? Che fare con l’extracomunitario che deve intraprendere un percorso di qualificazione professionale? Che fare con i ragazzi che alle insufficienze in italiano e matematica rimediano con le eccellenze “multiple” dei linguaggi espressivi? Che fare con i tanti “Gianni” di donmilaniana memoria presenti nelle nostre scuole?
Per fortuna, la CM 49 del 20.05.2010 (Valutazione degli alunni ed esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione - anno scolastico 2009-2010), a firma del Direttore Generale Dutto, nel riportare il disposto del DPR 122/2009, aveva aggiunto che: “è quasi inutile ricordare che tutti gli allievi ammessi all’esame di Stato hanno già conseguito nello scrutinio finale almeno un voto di sufficienza nelle diverse discipline. Sarà perciò cura precipua della Commissione e delle Sottocommissioni d’esame, e della professionalità dei loro componenti, far sì che il voto conclusivo sia il frutto meditato di una valutazione collegiale delle diverse prove e del complessivo percorso scolastico dei giovani candidati. Si cercherà così di evitare possibili appiattimenti, che rischierebbero di penalizzare potenziali “eccellenze” e di evidenziare i punti di forza nella preparazione dei candidati anche in funzione orientativa rispetto al proseguimento degli studi.” Così, come sempre, in puro stile italico, la “professionalità” (e l’assunzione di responsabilità) dei componenti delle Commissioni ha in molti casi salvato il salvabile.
Dulcis in fundo, il Ministro Gelmini, intervistata in proposito, ha dichiarato che le nuove regole di esame hanno introdotto maggior “rigore” nella Scuola. Dubitiamo che il Ministro si sia fatta prendere la mano dal clima calcistico legato ai Mondiali sudafricani e che si volesse riferire ai “rigori” con i quali i calciatori, dopo una partita giocata col massimo impegno, si giocano il risultato in una sorta di impietosa roulette russa.
Il Comitato di coordinamento straordinario del 6 luglio 2010 ha comunque deciso di inviare una nota al Ministro e al Dirigente generale competente per chiedere una urgente revisione delle norme, o quanto meno una “interpretazione autentica” delle stesse che assicuri un rigore “vero”, quello cioè che riesce a dare al ragazzo l’esatta percezione delle proprie possibilità, dei propri punti di forza e di debolezza, utilizzando anche l’esame di Stato per proiettarlo verso le sue legittime aspirazioni di vita. In caso contrario, è facile prevedere che un “rigore” così inteso apra le porte a una stagione di ottusa severità nelle valutazioni intermedie e finali e nelle ammissioni, con un conseguente aumento delle ripetenze, ovviamente non supportato da alcun investimento nelle attività di recupero e quindi, in definitiva, ad un maggior tasso di abbandono e dispersione scolastica. È questo che si vuole?.
Prossimi appuntamenti per l'autunno 2010
Nell'augurare a tutte le scuole un buon avvio di anno scolastico, anticipiamo fin d'ora due importanti appuntamenti per i primi mesi dell'anno scolastico:
Ecco come fare per ottenere l'adesione all'ASAL di una scuola o di una rete di scuole e per pagare la quota annuale
1) Delibera del Consiglio di Circolo/Istituto o dell’organo preposto se si tratta di una rete di scuole; non è obbligatorio inviarla; basta citarne gli estremi nella lettera di adesione;
2) Lettera di adesione: va inviata una comunicazione presso la sede operativa sotto indicata anche per posta elettronica e registrazione on-line da effettuare sul sito dell'Asal (la sola registrazione on-line è comunque valida per accedere ai servizi offerti dall'Asal);
3) Pagare la quota associativa annuale:
· SINGOLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE : 50,00 euro
· RETI DI SCUOLE: 25,00 euro x numero
di scuole che compongono la rete (esempio: rete di 10 scuole = 250,00 euro)
Il versamento, a favore dell’Associazione, va fatto tramite bonifico bancario, utilizzando l'IBAN riportato di seguito. La spesa va imputata, nell’ambito del Programma Annuale, alle iniziative di Rete, di cui all’Art.7 del DPR 275/99 e all’Art. 56 del D.M. 44 del 1 febbraio 2001.
CODICE IBAN: IT47H0351203205000000002423 (Credito Artigiano - Agenzia n. 5 di Roma)
INTESTATO A: ASAL (Non serve la denominazione estesa né l'indirizzo)
ATTENZIONE: Poiché dall'estratto conto non è sempre possibile capire da quale scuola proviene il bonifico per il pagamento della quota associativa annuale, si prega di indicare nella causale il codice meccanografico principale della scuola che fa il bonifico.
Esempio: CAUSALE: "RMEE11500L - QUOTA 2010" (non serve altro!)
DENOMINAZIONE UFFICIALE: Associazione delle Scuole Autonome del Lazio - Asal
SEDE OPERATIVA: 115° CIRCOLO DI ROMA "ANGELO MAURI" - Via Angelo Mauri, 5 - 00139 ROMA - FAX: 06-8107723 - e-mail: RMEE11500L@ISTRUZIONE.IT
CODICE FISCALE: 97227780588
Ricordiamo che le scuole aderenti debbono inviare la quota annuale entro i primi due mesi di ogni anno. Grazie.